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Durante la Seconda Guerra Mondiale alla USS Indianapolis e al suo ecquipaggio guidato dal capitano Charles McVay viene affidata una missione top secret. Dopo avere scaricato la spedizione top secret, la USS Indianapolis ha fatto rotta verso Guam e da lì si è preparata a raggiungere Leytem, nelle. Scarica in PDF. USS Indianapolis di Mario Van Peebles (già attore cinematografico e poi regista di numerosi serial televisivi) ha come tema il vero episodio. La USS Indianapolis (CA) è stato un incrociatore pesante della classe Portland, della Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. USS Indianapolis (USS Indianapolis: Men of Courage) è un film di guerra del diretto da Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile.

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È il 29 luglio Poco prima di mezzanotte la nave è avvistata dal sottomarino nipponico I, a circa 4 mila metri di distanza; il comandante Mochitsura Hashimoto ne lancia sei. Alle A bordo 1. Una serie di negligenze frena i soccorsi.

Anche se non aggiungerà una pagina al libro dei grandi capolavori cinematografici, rimane un film che si lascia apprezzare.

USS Indianapolis: Cinquant’anni alla deriva per la ragion di stato USA

La pellicola segue diversi filoni narrativi alcuni dei quali incidono più degli altri con un inizio quasi da musical vecchio stampo. A un certo punto sembra imminente che i protagonisti si trasformino in novelli Gene Kelly e Frank Sinatra per iniziare a cantare e a ballare. Le luci della strada, le macchine e le persone, fanno pensare immediatamente al teatro di posa, manca solo il regista che da il ciack alla scena davanti alle macchine da presa.

Gli altri personaggi ruotano intorno a lui, caratterizzando la spavalderia nazionalistica e ingenua delle diverse personalità tipiche dei soldati americani del tempo. Si focalizza sulla barbarie morale della guerra incomprensibile anche per chi porta a compimento la missione.

Un solo SBD-2 fu abbattuto dalla contraerea nipponica e subito dopo il rientro dei velivoli le due Task Force fecero rotta a 20 nodi verso sud-est lasciando l'area. I marinai furono costretti a combattere in condizioni precarie, per il freddo , per la nebbia persistente e imprevedibile, per la pioggia e l' acquaneve continue e infine per le tempeste improvvise con vento violento e mareggiate [10].

USS Indianapolis

Anche se la nebbia riduceva la visuale, i ricognitori decollati dalle portaerei riferirono di aver visto navi in affondamento nel porto e incendi sulle installazioni di terra. La maggior parte delle batterie fu neutralizzata dalle navi. A questo punto intervennero alcuni sommergibili giapponesi, subito attaccati con bombe di profondità dai cacciatorpediniere statunitensi.

Un successivo attacco da parte di idrovolanti nipponici fu altrettanto inefficace. L'operazione fu considerata un successo nonostante vi fossero poche informazioni sui risultati a causa della nebbia. Nel mese di maggio gli alleati riuscirono a riconquistare Attu, che fu il primo territorio statunitense occupato dai giapponesi a essere recuperato.

Una volta messa al sicuro Attu, le forze statunitensi si concentrarono su Kiska, l'ultima roccaforte nemica nelle Aleutine.

Non ci fu bisogno di spargimenti di sangue in quanto i Giapponesi riuscirono a evacuare l'intera guarnigione sotto una spessa cappa di nebbia prima dello sbarco alleato del 15 agosto [10].

Dopo essere stata rifornita a Mare Island , la Indianapolis fece rotta per le Hawaii dove divenne la nave di bandiera del vice ammiraglio Raymond Spruance , comandante in capo della Quinta Flotta. Prese il largo da Pearl Harbor con il corpo di spedizione principale della Southern Attack Force [13] per realizzare l' Operazione Galvanic , cioè l'invasione delle Isole Gilbert. Quel giorno la Indianapolis abbatté un aereo nemico e distrusse diversi capisaldi giapponesi mentre la fanteria faticava non poco a vincere la sanguinosa e costosa battaglia di Tarawa.

Le testimonianze dei sopravvissuti

La successiva conquista delle Isole Marshall , durante la quale l'incrociatore era ancora la nave ammiraglia della Quinta Flotta, deve molto al vantaggio strategico scaturito dalle vittorie presso le Isole Gilbert [14]. La Indianapolis al largo di San Francisco , il primo maggio La Indianapolis in una base del Pacifico, nell'estate del Dopo essere entrata nella baia il 4 febbraio, la Indianapolis vi rimase fino a quando la resistenza nemica non fu fiaccata [16].

Gli aerei bombardarono Palau gli ultimi due giorni di marzo, avendo come primo obiettivo la distruzione delle molte imbarcazioni presenti. Affondarono 3 cacciatorpediniere , 17 cargo , 5 petroliere e danneggiarono altre 17 navi. In più, gli aeroporti delle isole furono bombardati, e le acque circostanti furono minate per impedire la fuga alle navi nemiche.

Durante i 3 giorni di attacco, gli aerei giapponesi attaccarono la flotta statunitense, ma furono abbattuti senza riportare danni. In particolare la Indianapolis abbatté il suo secondo aereo, un aerosilurante , e i nipponici persero in tutto velivoli, compresi i 46 distrutti a terra.

In giugno, la Quinta Flotta fu impegnata nell'assalto alle Isole Marianne.

I raid su Saipan vedi Battaglia di Saipan incominciarono attraverso i caccia delle portaerei l'11 giugno, e in seguito, a partire dal 13, vi furono i bombardamenti dalle navi, nei quali il ruolo della Indianapolis fu fondamentale [17].

Il giorno del D-Day, il 15 giugno, l'ammiraglio Spruance ricevette informazioni su una grande flotta dell' Impero Giapponese composta da corazzate , portaerei , incrociatori e cacciatorpediniere che stava puntando a sud per proteggere la guarnigione delle Marianne sotto attacco.

Dato che le operazioni anfibie a Saipan andavano protette a tutti i costi, l'ammiraglio non poteva distogliere i suoi cannoni più pesanti dalla scena. Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia del mare delle Filippine.

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Il 19 giugno ebbe inizio la Battaglia del mare delle Filippine [18]. Le portaerei giapponesi, che speravano di riuscire a rifornirsi di carburante e munizioni a Guam e Tinian per poi attaccare gli americani in mare aperto, furono intercettate dagli aerei e dai cannoni degli Alleati. Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Tinian e Battaglia di Peleliu.